Dopo aver conosciuto quasi tutti i vertici dell’azienda, ora è giunto il momento di intervistare Diego, il fratello di Andrea, che da alcuni anni condivide con lui la conduzione delle attività di Studio Tetti Stalletti. Siete curiosi di conoscere anche il suo punto di vista e le sue aspirazioni? Allora iniziamo subito con la prima parte della sua intervista.
Studio Tetti Stalletti è un’impresa in forte espansione, ma per molti aspetti può essere ancora considerata un’azienda a conduzione famigliare: quali mansioni svolgi e qual è il tuo ruolo al suo interno?
In effetti la nostra conduzione aziendale è un po’ particolare: mio fratello ed io ci occupiamo un po’ di tutto, differenziandoci solo per alcune mansioni specifiche. Per esempio entrambi stiliamo i preventivi, ma io sono più predisposto a eseguire i sopralluoghi già nella fase iniziale: un’abitudine che mi ha trasmesso il papà, quando Andrea non lavorava ancora in azienda con noi. Inoltre, rispetto ad Andrea, io seguo anche l’organizzazione dei cantieri esterni: la loro gestione è l’attività in cui trovo più soddisfazione, anche se spesso è difficoltoso incastrare gli impegni che derivano dal seguire più cantieri (4, 5 o addirittura 6) in contemporanea e dalle incertezze del meteo.
Quali sono gli aspetti che ti piacciono di più in queste tue attività?
Per la mia indole, a me viene naturale intrattenere rapporti diretti con il cliente, spiegandogli in modo chiaro e approfondito le caratteristiche del lavoro che andiamo a eseguire: questo è l’aspetto della mia attività che mi piace di più. Andrea è molto tecnico e dunque caratterialmente più portato a interloquire con gli ingegneri e gli architetti che elaborano insieme a lui i progetti: a me, invece, piace gestire e organizzare il rapporto personale con il cliente. Mi capita spesso di immedesimarmi in quello che sta vivendo: sta per sistemare il tetto della sua abitazione e forse per lui questa è un’occasione unica nella vita di rinnovare la struttura della casa; dunque merita da parte nostra tutta l’attenzione e la capacità di ascolto possibili, cosicché possa sentirsi rassicurato dalla nostra concreta disponibilità a venire incontro alle sue esigenze. Ormai ho sviluppato la capacità di comunicare al cliente proprio quello che vuole sentirsi dire da chi lo sta seguendo con professionalità e competenza.
Oltre a questo, un’altra soddisfazione enorme deriva dal ricevere i complimenti dei clienti alla fine dei lavori: il nostro mestiere è molto faticoso e intenso, senza il costante riconoscimento del nostro impegno e dei risultati che otteniamo, sarebbe duro trovare le motivazioni per continuare…
Le differenze di approccio con tuo fratello sono forse in parte motivate anche dalla vostra crescita all’interno dell’azienda, avvenuta in momenti distanti tra loro?
In effetti un tempo era tutto diverso: mi ricordo che, quando avevamo ancora la segatronchi, gli spazi dell’azienda erano occupati dalle cataste di tronchi, sulle quali salivo e scendevo come se fossero montagne. Oggi mia figlia ha decine di giochi diversi, mentre il mio giocattolo preferito era una motosega intagliata nel legno, che mi aveva realizzato il papà…
In tutto questo contesto era ovvio che fin da piccolo frequentassi già i cantieri: la passione per questo lavoro risale dunque alla mia prima giovinezza. Anche per questo io non ho mai pensato di iscrivermi all’università, a differenza di Andrea: una volta ottenuto il diploma di geometra, ho iniziato subito a lavorare in azienda. Questa attività era quella che da sempre avevo desiderato intraprendere, mentre Andrea ha preferito conseguire la laurea prima di rientrare a lavorare con noi.
Quale aspetto ti attrae di più del tuo lavoro? Il maneggiare il materiale, il poter lavorare a contatto con la natura…?
Penso che l’aspetto principale per cui ho scelto quello lavoro dipenda dal fatto che io sono cresciuto in mezzo al legno: il suo profumo, il fatto che sia un materiale naturale, il fascino di ogni pezzo, che risulta differente dall’altro… tutto questo mi attrae. E la soddisfazione è ancora più grande alla fine dei lavori, quando guardi un tetto terminato e contempli il risultato delle tue fatiche e del tuo impegno, mentre, come ho già detto, ricevi i complimenti da parte dei clienti. Tutto questo per me è affascinante e mi sprona ogni giorno a dare il massimo in quello che faccio.
Infatti non mi è mai pesato alzarmi presto alla mattina e lavorare fino a sera tardi. L’entusiasmo è la mia motivazione.
Grazie Diego, ora conosciamo anche la tua storia e il tuo percorso professionale. Vorremmo però conoscere anche il tuo rapporto con gli altri componenti dei vertici aziendali: i tuoi genitori e tuo fratello Andrea. Affronteremo questo argomento nel prossimo articolo del blog…

