Studio Tetti Stalletti sulle vette dell’Everesting

Siete abituati a conoscere Studio Tetti Stalletti come un’eccellenza nel settore della costruzione di tetti ed edifici in legno, ma oggi vi sorprenderemo con un’intrigante novità: la nostra azienda è infatti anche sponsor delle imprese sportive compiute da Samuele Filippi. Le sue attività sportive spaziano dall’ultraciclismo (termine che indica le gare su due ruote di lunga distanza) all’Everesting, specialità che consiste nel raggiungere cumulativamente 8.848 metri di dislivello positivo (l’altezza del Monte Everest) in un’unica attività, ripetendo salite e discese su una singola salita, senza dormire, e registrando il tutto tramite GPS per la certificazione ufficiale.

Quali aspetti legano le sue imprese sportive alla nostra filosofia aziendale? Chiediamolo direttamente al nostro campione…

Ciao Samule: ci spieghi da dove è nata questa tua passione per l’Everesting?

Sono sempre stato affascinato nel creare esperienze sportive che, in ogni mia avventura, potessero portarmi a superare i miei limiti.
YouTube in questo è stato poi un acceleratore folle: mi ha mostrato le esperienze di altri atleti sparsi per il mondo che riuscivano a raggiungere i loro obiettivi, portando a termine esperienze che andavano OLTRE le capacità sportive della normalità.
Sono dunque rimasto inebriato del successo che questi atleti ricercavano… Inoltre sono rimasto affascinato anche da tutto il percorso di allenamento che c’era alle loro spalle.
Tutte queste dinamiche ed emozioni mi hanno portato a preparami e a buttarmi nell’affrontare il mio primo Everesting.

Quali sono le performance di cui sei più orgoglioso? Perché?

L’ultimo mio Everesting, effettuato nella giornata del 30 dicembre 2025, ha qualcosa di magico.
L’ho voluto fortemente, per la location che ho scelto: un vulcano, il Vesuvio, una montagna iconica per molti motivi, storici e sportivi.
Per il periodo scelto: l’inverno, giusto per aumentare ancor di più le difficoltà.
Ne sono orgoglioso, perché ho saputo affrontare freddo, umidità, ghiaccio con una bella lucidità, con un ottimo tempo definitivo di 16 h, con 11 risalite e un dislivello di 9300 m.s.l.m.

Che cosa provi ogni volta che vinci le tue sfide sulle due ruote?

Non è tanto il vincere, ma il raggiungere un obiettivo quello che mi affascina.
Quindi, come si può immaginare, le emozioni che provo sono un bell’intreccio complesso, ma quello che più mi rende felice è lo sviluppo della mia consapevolezza.
Una consapevolezza che mi fa capire dove mi trovo, in quel preciso istante, come atleta, uomo e imprenditore.

Hai mai avuto momenti di difficoltà? Che cosa hai provato e che cosa ti ha spinto a continuare le tue imprese?

Le difficoltà devono esserci e devono far parte del percorso… Mi alleno costantemente e con grande dedizione per essere sempre lucido, e sempre “due” passi avanti a potenziali problematiche che possono sorgere.
Una delle mie strategie è proprio quella di scegliere traguardi che voglio superare a tutti i costi e che so bene di poter raggiungere…

Quali caratteristiche particolari ha presentato la tua scalata sul Vesuvio?

Una grande capacità di mantenere la concentrazione per tutte le ore della prova: grazie al buon allenamento compiuto nei mesi precedenti, ho avuto lucidità nel saper gestire nella maniera corretta alcune situazioni critiche. Legate ad esempio ai momenti percorsi in bici al buio, al pedalare in salita e in discesa sul ghiaccio (causato da molta umidità e dal vento gelido), al gestire l’alimentazione e a integrarla nella maniera più corretta possibile.

Consiglieresti anche ad altre persone di cimentarsi in queste imprese sportive? Per quali motivi?

Bella domanda!
Se mi sento di fare una cosa è perché deve farmi star bene… Io non consiglierei di punto in bianco a un altro ciclista di effettuare una scalata così. Però, se dovesse essermi chiesto, con un progetto interessante, perché no?

Quali sono le prossime sfide che stai preparando?

Questo è un periodo caldo, dedicato alla creazione del calendario… Ho già alcune competizioni programmate e sto capendo, in base al calendario lavorativo, come gestire tutte le logistiche.
Sicuramente intendo cimentarmi in altri Everesting un po’ più complessi, con varianti anche su terreni più difficili, e poi mi aspettano le mie solite gare di ultraciclismo, come la Race Across Italy, gara alla quale sono molto affezionato, perché è stato proprio il primo circuito che mi ha fatto abbracciare questo mondo spettacolare dell’ultraciclismo.

Dalle sfide nello sport a quelle nelle attività produttive. Qual è il tuo lavoro e da che cosa è nata la sponsorizzazione da parte di Studio Tetti Stalletti?

Ho un’agenzia creativa, con il focus sulla creazione di contenuti foto e video e gestione social, finendo con la divisione che si occupa di sviluppo di siti web e affini. 
La vita imprenditoriale viaggia molto in parallelo con lo sport in generale, ma, nel mio caso, entrambi sono veramente parte di un unico progetto.
Da artista quale sono, ho dovuto imparare la parte imprenditoriale nel tempo, con l’esperienza… L’ultraciclismo mi ha dato un booster pazzesco, mi ha insegnato a gestire ogni programma e attività con disciplina e chiarezza, con una programmazione e una visione verso il futuro molto ampia.
E la sponsorizzazione di Studio Tetti Stalletti penso sia proprio nata per i valori che mi rappresentano come uomo, sportivo e imprenditore.
Valori di correttezza, lealtà, ma anche di grande determinazione, e, perché no, di follia… Ma quella follia sana, che permette di pensare, progettare, disfare e raggiungere con grande consapevolezza quello che gli altri hanno solo sognato.

Grazie Samuele per questa tua fantastica esperienza e per come l’hai condivisa con noi: grazie al tuo esempio, ora siamo ancora più consapevoli che anche la nostra azienda può aspirare… a vette altissime!